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Toggle“Avrei potuto pensarci prima”
A Sestri Levante due clienti ci hanno contattato su consiglio di altre persone che avevamo già seguito. Il motivo? Sostituire la porta blindata di casa. Una porta che, inizialmente, avevano deciso di non cambiare.
Nel frattempo, però, l’appartamento era stato completamente ristrutturato: nuova pavimentazione, nuovi controsoffitti in cartongesso, pareti con verniciature decorative particolari – un effetto a fantasia realizzato da un decoratore, proprio vicino all’ingresso. Un appartamento curato in ogni dettaglio.
Quando siamo entrati per la prima visita, la prima cosa che ci è venuto da dire è stata: “Peccato non averci pensato prima.” Non per vendere qualcosa in più, ma perché sostituire una porta blindata già esistente in una casa appena finita è un’operazione delicata, e i motivi sono concreti.
Perché cambiare una blindata a ristrutturazione ultimata è un rischio
Rimuovere una porta blindata non significa solo staccare un’anta dai cardini. Significa smurare il controtelaio, che è annegato nella muratura. In un appartamento appena ristrutturato questo comporta un rischio reale: danneggiare la nuova pavimentazione a ridosso della soglia, rovinare il controsoffitto in cartongesso vicino allo stipite, scheggiare le pareti con la finitura decorativa appena realizzata.
È esattamente la paura che i clienti avevano in pancia, ed è comprensibile: nessuno vuole rimettere mano a un lavoro appena concluso per colpa dell’intervento su un’altra porta.
La soluzione: il Metodo Isolandia
Qui entra in gioco il nostro modo di lavorare. Grazie alla perizia di Roberto e Jacopo, i nostri installatori, abbiamo rimosso la vecchia porta blindata senza intaccare pareti, pavimenti o controsoffitti.
Non è stato un lavoro semplice: richiede tempo, attrezzatura specifica e soprattutto un metodo di lavoro chiaro e procedurizzato, non improvvisato.
Con il Metodo Isolandia il cliente non deve preoccuparsi di “cosa potrebbe rompersi”. Se decidiamo di intervenire, ci prendiamo la responsabilità di farlo senza danneggiare quello che è già stato fatto.
La porta scelta: Makos classe 4, su misura in ogni dettaglio
I clienti hanno scelto il nostro cavallo di battaglia: la porta blindata classe 4 Makos. Una porta che, in questo caso, racchiudeva diverse personalizzazioni pensate su misura per l’appartamento.
Il colore, abbinato alla parete decorata
Il primo problema era trovare un RAL che si intonasse perfettamente al motivo a fantasia realizzato dal decoratore sulla parete adiacente, un grigio chiaro particolare.
Per questo abbiamo scelto la porta a campione, sia per il telaio sia per il pannello interno e le cornici di finitura: nessun colore standard a catalogo, ma una tinta cercata apposta per dialogare con l’ambiente.
L’esterno, vincolato dal condominio
Sul lato esterno il regolamento condominiale imponeva un pannello a doghe strette, coerente con le altre porte del pianerottolo.
La difficoltà, in questi casi, è far calzare perfettamente le mostrine del defender su un pannello a doghe: durante la lavorazione di falegnameria abbiamo previsto una fascia di rispetto pensata apposta per alloggiare defender e mostrine senza forzature estetiche.
Sicurezza reale, non solo estetica
Al di là delle personalizzazioni, resta il cuore del prodotto: la nostra classe 4 offre protezione anti-strappo e anti-espulsione del cilindro, 17 punti di chiusura e una struttura a doppia lamiera rigida, con telaio chiuso ad elevata rigidità. Una protezione concreta, non un’etichetta.
Il risultato finale è quello che cerchiamo sempre: un appartamento più sicuro, senza che i clienti abbiano dovuto rinunciare a nulla di quello che avevano appena realizzato.