Chi trasforma un appartamento in casa vacanze nel centro di Chiavari o lungo il Tigullio conosce bene il dilemma: ogni euro investito deve “rendere”, ma risparmiare nei punti sbagliati può costare molto più di quanto si pensi. Porta d’ingresso e porte interne sono spesso il primo capitolo dove si cerca di tagliare i costi. Il rischio è arredare la casa con finiture economiche che durano poco e che, dopo due o tre stagioni di ospiti diversi, mostrano già i segni dell’usura.
È quello che è successo in un progetto che abbiamo seguito in via Remolari, nel centro di Chiavari: una ristrutturazione completa di un alloggio destinato ad affitti brevi, in una delle zone del Tigullio con più seconde case riconvertite a casa vacanze, insieme a Sestri Levante.
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ToggleIl problema delle case destinate ad affitti brevi
Una casa vacanze non si comporta come una casa normale. La porta d’ingresso e le porte interne vengono utilizzate da persone diverse ogni settimana, ognuna con il proprio modo di chiudere una porta, di girare una maniglia, di trattare gli infissi. Chi vive stabilmente in un appartamento ha un interesse diretto a curarlo. Chi lo affitta per pochi giorni, spesso, no.
Per questo motivo, in questi contesti, la scelta dei materiali non può seguire la stessa logica di una casa privata: servono prodotti che garantiscano un funzionamento fluido e continuo durante tutto l’anno, capaci di sostenere un uso intenso senza richiedere interventi di manutenzione costanti.
La porta blindata Makos con specchio interno
Per l’ingresso, abbiamo consigliato al cliente una porta blindata Makos, considerata la sua struttura solida, arricchita poi dai clienti con specchio applicato sul lato interno. La scelta dello specchio non è stata solo estetica: in un alloggio con spazi contenuti come quello di via Remolari, uno specchio a muro avrebbe richiesto un posto dedicato. Integrarlo direttamente sulla porta ha permesso di guadagnare spazio che, in una casa vacanze, fa sempre la differenza.
Un dettaglio tecnico che vale la pena chiarire: questo modello non è stato certificato in classe di sicurezza, ma è costruito in ogni sua parte come la nostra porta blindata classe 4, a eccezione di qualche dettaglio differente. Avrebbe potuto tranquillamente essere proposta anche come porta in classe 3 di alta gamma.
Perché allora non è certificata? Semplicemente perché il nostro fornitore certifica solo in classe 4. Perché con questa porta otteniamo comunque tre cose che per noi contano davvero:
Rigidità strutturale paragonabile a una classe 4
Una serratura Mottura di fascia alta perfettamente funzionante, semplice da usare anche da chi non conosce la casa
Protezione antistrappo e anti espulsione del cilindro, come la classde 4 del resto
In un Airbnb, dove la porta verrà aperta e chiusa da decine di persone diverse nel corso dell’anno, questi tre aspetti contano più della sola etichetta di certificazione.
Le porte interne: dove risparmiare e dove no
Per le porte interne abbiamo seguito lo stesso principio: trovare un equilibrio tra costo e qualità, senza scendere nella fascia economica da grande distribuzione.
Abbiamo consigliato al cliente di risparmiare sulla finitura, scegliendo porte in melaminico anziché in laccato, che costa meno. Ma la struttura resta quella di un prodotto di fascia alta: telaio in legno listellare e coprifili in legno multistrato, serratura magnetica e cerniere nascoste AGB, il top del settore. Una porta da poche decine di euro, semplicemente, non è costruita così.
Anche qui c’è stata una personalizzazione su misura per le esigenze della casa:
Per la camera da letto è stata scelta una porta con vetro satinato bianco, per migliorare l’apporto luminoso verso l’ingresso, che non è finestrato (la camera invece sì)
Le cerniere sono state scelte a scomparsa, per un risultato più ordinato e ricercato
Il problema vero non è il budget, è la finitura sbagliata
Il vero rischio, quando si mette a reddito un alloggio, non è spendere poco. È scegliere finiture “così così” pur di abbattere i costi, e ritrovarsi con una casa che invecchia male dopo poche stagioni di ospiti.
La soluzione non è necessariamente spendere il massimo disponibile sul mercato. È costruire un progetto con un costo medio, ragionato voce per voce, che permetta di avere prodotti di qualità reale — capaci di durare nel tempo — e che diano comunque all’alloggio quel tocco di ricercatezza che fa la differenza per chi lo affitta.
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