Quando inizi a raccogliere preventivi per le finestre nuove, prima o poi escono i loro nomi: Internorm e Finstral. Sono due dei produttori più solidi d’Europa, ed è normale che vengano proposti come riferimento. Il problema è che ogni rivenditore ti consiglierà esattamente il marchio che vende, e tu rimani con il dubbio di chi sta dicendo la verità e chi sta solo spingendo il suo prodotto.
Io ti dico subito da che parte sto: Isolandia installa finestre Internorm dal 1989, siamo il loro rivenditore più storico in Italia. Quindi è ovvio che alla fine ti dirò perché secondo me Internorm vale i soldi che chiedi. Personalmente in quasi 15 anni di lavoro ho visto anche tante Finstral in case di clienti che ci hanno scelto per prodotti complementari come blindati e porte interne. Ti racconto le differenze vere, per il mio modo di vedere e senza retorica
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ToggleDue aziende solide, due filosofie diverse
Internorm è austriaca, attiva dal 1931, ed è oggi il più grande produttore di finestre finite in Europa. Tutto viene prodotto in tre stabilimenti in Austria, con filiera integrata e una rete di rivenditori selezionati. La filosofia è massima tecnologia, prodotto premium, controllo totale del processo, innovazione continua di prodotti e soluzioni tecniche, da sempre pionieri del settore serramenti.
Finstral è italiana, con sede in Alto Adige, attiva dal 1969. Anche loro hanno una filiera produttiva integrata, tutta in Italia. La rete commerciale è più capillare, in alcuni casi con vendita diretta tramite filiali proprie. La filosofia è un buon equilibrio tra qualità e prezzo, con un prodotto industriale solido e affidabile.
Sono entrambe aziende che fanno bene quello che fanno. La differenza non è “una è meglio dell’altra in assoluto”, ma “una è meglio dell’altra per la tua situazione specifica”. Vediamo dove cambia davvero qualcosa.
Materiali e tecnologia: dove si distinguono davvero
PVC, ma fatto in modo diverso
Entrambe lavorano il PVC, ma con scelte tecniche diverse. Internorm produce profili a otto camere con tre guarnizioni di tenuta di serie e ferramenta multipunto, con cerniere nascoste integrate nei modelli top di gamma (KF520 e KF510). Finstral nei suoi profili PVC inserisce spesso un’anima in metallo: è una loro scelta brevettata che dà rigidità strutturale ma cambia leggermente il comportamento termico del serramento. Sul vetro la differenza è più evidente: il triplo vetro è di serie su tutta la gamma Internorm, eccetto il modello KF310, mentre su Finstral lo paghi come optional.
Le finiture: estrusione goffrata o stampa I-TEC Decor ?
C’è un altro punto tecnico che pochi rivenditori raccontano e che cambia parecchio sia l’estetica sia la durata nel tempo: come vengono realizzate le finiture del PVC.
Finstral lavora molte finiture con la goffratura: il profilo esce dall’estrusione già con la finitura effetto legno scelta dal cliente. È una soluzione più solida rispetto a una pellicola incollata sopra, perché il colore è “nel profilo” e non un rivestimento applicato. Lo svantaggio si vede però sul lato esterno: la stessa lavorazione goffrata, applicata fuori, rende l’infisso più “sporchevole”, soprattutto in ambienti con smog elevato o molta polvere.
Internorm fa il contrario. Sul lato esterno parte sempre da una base bianca e, per ottenere finiture diverse dal bianco, applica un carter in alluminio sopra: più costoso, ma resta pulito molto più a lungo e l’alluminio resiste meglio alla salsedine del pvc colorato. Sul lato interno Internorm oltre ad alcune pellicole ha sviluppato la tecnologia I-TEC Decor, una delle ultime innovazioni del marchio: la finitura viene realizzata a getto d’inchiostro direttamente durante l’estrusione, integrando la verniciatura nel profilo. Su finiture scure o particolari la resa è molto vicina a quella di un legno vero, con un piacevole effetto satinato al tatto.
Legno-alluminio
Sul legno-alluminio Internorm propone i modelli HF410 e HF310, dove la parte interna in legno è incollata senza viti a vista, con un risultato estetico molto pulito. Finstral risponde con il sistema FIN-Project, un sistema ibrido Legno/PVC/alluminio che raggiunge risultati estetici altrettanto curati. Su questo terreno il confronto è più equilibrato: dipende soprattutto da cosa ti piace dal punto di vista visivo e da quale showroom riesci a visitare con calma per toccare con mano i due prodotti, anche se a logica una struttura portante in microlamellare è generalmente più nobile e performante di una in PVC multi camera, soprattutto su dimensioni generose.
Ferramenta integrata e incollaggio strutturale: il vantaggio Internorm
In quasi 15 anni di lavoro ho notato che Internorm è quasi sempre la prima a introdurre tecnologie che poi diventano standard di settore. Già dal 2003 fa l’incollaggio strutturale del vetro al telaio, soluzione che aumenta rigidità e tenuta dell’infisso e che molti produttori ancora oggi non offrono. Ciò consente di eliminare il rinforzo d’acciaio nell’anta e ciò le consente di produrre sistemi minimali in PVC che altri non hanno.
È anche l’unica azienda con ferramenta completamente integrata e progettata internamente: la ferramenta I-TEC, con cerniere nascoste e tenuta a tre guarnizioni.
Finstral, come tutti gli altri produttori, utilizza ferramenta di fornitori esterni (Siegenia): è una soluzione affidabile e collaudata, ma non integrata nel prodotto.
Per chi vive sul mare in Liguria, dove la salsedine attacca tutto, la differenza sui materiali della ferramenta nel lungo periodo si sente eccome. Quando compri Internorm stai comprando una finestra in cui ogni componente è pensato per lavorare con gli altri. Quando compri da chiunque altro, stai comprando l’assemblaggio di pezzi prodotti in posti diversi.
Garanzie sui prodotti
Entrambi i produttori naturalmente hanno delle garanzie sui prodotti molto forti. Internorm in particolare assicura per 30 anni la reperibilità di ricambi di ferramenta e guarnizioni, garanzia che nessun altro offre sul mercato.
Il vero discrimine: chi viene a casa tua
Le finestre, comunque, sono il cinquanta per cento del lavoro. L’altra metà è la posa e quello che succede dopo. Su questo punto Internorm e Finstral hanno modelli organizzativi molto diversi, e questo si traduce in esperienze diverse per il cliente.
Internorm ha una rete di rivenditori selezionati: in ogni zona ce ne sono pochissimi, e devono rispettare standard di formazione e di processo controllati direttamente dalla casa madre. Finstral ha una rete più ampia e, in alcune zone, vende anche in modo più diretto attraverso filiali proprie. Tradotto: la qualità della posa Finstral può oscillare di più tra un punto vendita e l’altro. Con Internorm hai più garanzia di trovare sempre lo stesso standard tecnico.
Da Isolandia siamo un solo posto con un solo team, con tecnici interni che installano solo finestre Internorm da decenni. Quando un cliente ha un problema dopo dieci anni, sappiamo esattamente come intervenire perché abbiamo installato quel modello centinaia di volte. Non è una garanzia di marketing. È una garanzia industriale.
Quando scegliere Finstral ha senso
Voglio essere onesto. Finstral è una buona scelta in diversi casi: budget contenuto con prestazioni comunque dignitose, finestre standard senza esigenze particolari, lavori in cui non serve il top di gamma e basta un prodotto solido che faccia il suo lavoro per due decenni. Se hai un appartamento normale, senza problemi di salsedine, senza esigenze acustiche estreme, senza vincoli condominiali complessi, una Finstral montata bene fa il suo lavoro per vent’anni. Non c’è motivo di prendere Internorm a tutti i costi.
C’è poi un punto concreto a favore di Finstral che vale la pena ricordare: la gamma prodotti è più ampia di quella Internorm. Finstral produce anche verande e portoncini d’ingresso in PVC, prodotti che con Internorm non sono previsti. Se il tuo progetto include una veranda o un portoncino in PVC, Finstral può chiuderti tutto il pacchetto con un unico fornitore; con Internorm dovrai integrare un altro marchio per questi prodotti specifici.
Quando Internorm fa la differenza
Internorm fa la differenza in tre situazioni concrete. La prima: ambienti aggressivi, come case sul mare in Liguria con esposizione costante alla salsedine, vento forte di tramontana, sbalzi termici importanti. La seconda: esigenze tecniche complesse, come triplo vetro di serie, acustica oltre i quaranta decibel, finestre fuori squadra in palazzi storici, ferramenta completamente nascosta. La terza: quando vuoi un prodotto che ti dia zero pensieri per vent’anni e oltre, e sei disposto a pagare di più oggi per non dover spendere domani.
La nostra prima Internorm la installammo nel 1989. È ancora a Chiavari, ancora funziona, e l’abbiamo regolata una volta sola in 35 anni. Per chi compra “una volta sola in vita”, il prezzo iniziale più alto si recupera nel non avere mai un’assistenza importante. Per chi pensa di vendere casa tra cinque anni o di non viverla tutto l’anno, Finstral va benissimo.
La domanda giusta non è “quale marchio?”
La domanda giusta è un’altra: chi le posa, e cosa succede tra cinque anni se serve assistenza? Un’Internorm montata male è peggio di una Finstral montata bene. Un produttore eccellente con un rivenditore mediocre non ti serve a niente.
Per questo, prima di guardare il marchio, guarda il rivenditore: da quanti anni esiste, quante finestre di quel marchio ha installato, che recensioni ha online, come gestisce l’assistenza post-vendita, quanto è chiaro nel preventivo, se ha un metodo di lavoro definito o se improvvisa. Quando avrai trovato il rivenditore giusto, il marchio sarà una conseguenza naturale. Internorm e Finstral diventano due opzioni diverse della stessa serietà professionale, ed entrambe meritano la tua fiducia se chi le installa la merita.